Non scrivo di libri

Non scrivo di libri. Scrivo di quello che c’è di me nei libri che leggo.

Non Scrivo di me, scrivo del me che trovo nel libro.

Alla fine non vedo più i singoli libri. Vedo un unico binario dove ogni libro prosegue nell’altro, a comporre un binario di libri, dove io sono il collante.

Capita così che gli Atti Osceni mi portano a Lo straniero, che ritrovo nella Camera azzurra, inciampando dentro Il deserto dei tartari che si colora di un Blu quasi trasparente.

Follia.

Venite con me, trovate voi stessi di oggi e rileggetevi in ognuno di loro.

Siamo setacci e ci arriva solo quello che siamo disegnati a filtrare.